Guarda il calor del sol che si fa vino

Come il cambiamento climatico cambia i nostri vini

Incontro con Cristina Amoretti, Luca Bonardi, Andrea Borghini, Andrea Campisano
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Quando 

il 1 novembre, alle 18:00

Dove 

Palazzo Ducale, Cisterne
Piazza Matteotti, 9

Età consigliata 

Da 16 anni

Tipologia e disciplina 

Incontro
Scienze della vita

  • Cosa
  • Chi
  • Dove
Guarda il calor del sol che si fa vino
Il cambiamento climatico, rappresentato non solo da un innalzamento delle temperature medie ma anche da un incremento di fenomeni meteorologici estremi quali primavere precoci, ondate di calore, siccità, violenti temporali e grandinate, sta mettendo a dura prova la viticoltura, le varietà di viti coltivate e, di conseguenza, anche i vini che produciamo e beviamo. Il clima, infatti, ha sempre rappresentato una componente chiave nel controllo qualitativo e quantitativo della produzione di vino, risultando determinante per la costruzione e l’evoluzione dei territori vitivinicoli. Da un lato, il cambiamento climatico non potrà che avere un impatto considerevole per l’attuale geografia del vino, che andrà mutando in modi difficilmente prevedibili. Dall’altro, modificare le varietà dei vitigni, selezionando quelli più resistenti a caldo e siccità, non è un’impresa facile, soprattutto se si vogliono preservare i vitigni autoctoni. Spostare i vigneti o modificare i vitigni mette però a rischio l’identità dei nostri vini, che nella maggior parte dei casi è legata in modo essenziale al territorio. Il caso più esemplare di tale legame è rappresentato dalle indicazioni geografiche che, per definizione, associano un prodotto a un territorio e a specifici cloni di cultivar. L'intensificarsi dei cambiamenti climatici, richiedendo di spostare i territori di produzione o di modificare i vitigni, ci obbliga a ripensare questa relazione di identità. Un dialogo tra esperti per discutere il futuro della viticoltura.

Cristina Amoretti è ricercatrice presso l’Università di Genova. In precedenza, ha svolto periodi di ricerca presso il King’s College, London, la Ruhr-Universität Bochum e la Technische Universität München. Tra le sue ultime pubblicazioni, Filosofia e medicina. Pensare la salute e la malattia (Carocci, 2015).

Luca Bonardi è geografo. Si occupa di paesaggi e variazioni del clima. È membro della Chaire Unesco Culture et Traditions du Vin e della Cité Internationale de la Gastronomie et du Vin, Dijon. È autore di Paesaggi terrazzati d’Italia (2016) e coordinatore di Territoires du vin d’Italie (Territoires du Vin 6-2014).

Andrea Borghini è professore associato all’Università di Milano. Si occupa soprattutto di due concetti, fame e ricette, a partire dai quali approfondisce una vasta gamma di questioni filosoficamente poco esplorate, come la biodiversità nel cibo, le indicazioni geografiche, l’etica e la politica della dieta.

Andrea Campisano ha lavorato come ricercatore in Italia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Irlanda e Belgio. Dal 2010, per sei anni è stato responsabile di un progetto che mira a utilizzare la microfauna della vite per rendere più sostenibile la produzione del vino. Dal 2012 insegna scienze e matematica.

Palazzo Ducale, Cisterne
Piazza Matteotti, 9